Si tratta di problemi frequenti, fastidiosi con una significativa variabilità delle manifestazioni sintomatiche che caratterizzano alcune chemioterapie classiche oltre che le più recenti target therapy come gli anti-EGFR che possono essere causa di problemi cutanei dal 45 al 85% dei pazienti. PROPRIO SULLE TERAPIE CON ANTI-EGFR è stato fatto uno studio che evidenzia come pazienti che avevano eseguito un trattamento preventivo per evitare effetti indesiderati a livello cutaneo in realtà avevano avuto un’incidenza significativamente più bassa di rash acneiformi e minore necessità di ricorrere ad un consulto dermatologico rispetto a coloro che non avevano fatto nessun trattamento preventivo. Inoltre, alcuni di questi ultimi pazienti hanno dovuto correggere il dosaggio o sospendere la terapia anti-EGFR mentre chi aveva fatto un trattamento per prevenire gli effetti cutanei indesiderati non riduceva l’efficacia della terapia.
I risultati di questo studio quindi confermano che un approccio preventivo è possibile ed efficace nel ridurre la comparsa di tossicità cutanea senza intaccare l’efficacia della terapia antineoplastica sistemica.
GLI EFFETTI CUTANEI INDESIDERATI PIU’ FREQUENTI SONO:
1) Rash cutanei/follicoliti/reazioni acneiformi.
2) Xerosi
3) Fissurazioni
4) Reazioni mano/piedi (eritrodisestesia palmoplantare)
5) Paranochia e danni ungueali
Tralasciando solo per questione di tempo, almeno in questo post, alopecia, tricomegalia, irsutismo e discromie varie.
I RASH CUTANEI si manifestano con una frequenza che va dal 45 al 85% ed hanno uno schema cronologico tipico raggiungendo il picco di gravità solitamente entro le prime due settimane. In questi casi oltre al fastidio cutaneo che in rari casi può raggiungere livelli problematici gioca un ruolo anche il fattore psicologico perché spesso a livello del volto si instaurano eruzioni antiestetiche che possono portare addirittura la persona ad evitare lo specchio. Anche se la sintomatologia è quella dell’ infiammazione e alterazione della secrezione sebacea alcuni studi suggeriscono di non utilizzare prodotti per l’ acne perché diversi di questi prodotti possono risultare aggressivi e seccare troppo la cute causando irritazione e bruciore senza reale utilità nel trattamento della follicolite. Utile in alcuni casi un approccio di tipo magistrale ad esempio con pomata solfosalicilica, in ogni caso vi sia la necessità di utilizzare farmaci anche topici va fatto sempre con
l'accordo del medico di riferimento. La detersione deve essere più delicata possibile, acqua tiepida mai troppo calda o troppo fredda. Non utilizzare nulla che debba sfregare con la pelle, utilizzare asciugamani in lino o cotone asciugando a toccatura. Evitare acque micellari, dischetti di cotone, salviettine struccanti e tutto quello che sfrega sulla pelle. Per rimuovere il trucco utilizzare solo struccanti per pelli sensibili massaggiando delicatamente con le dita quindi risciacquando con acqua tiepida e asciugando come già su indicato. Il make-up è consentito ma in condizioni di estrema attenzione alla igiene con prodotti nuovi e spugne e pennelli puliti secondo indicazioni precise. Per gli uomini radersi frequentemente con rasoi sempre nuovi, alcuni suggeriscono di evitare i rasoi elettrici altri li consigliano certo quello che bisogna evitare sono i dopobarba alcolici mentre vanno usate creme lenitive molto fluide che si assorbono facilmente.
LA XEROSI è praticamente una condizione severa di pelle secca cioè quando il livello di acqua dell’ epidermide, lo strato più esterno, scende sotto il 10%. La secchezza cutanea può diventare talmente forte da rendersi evidente anche a livello visivo con opacità, ruvidezza ed esfoliazione. I pazienti più esposti a questo problema cutaneo sono coloro con storia di dermatiti atopiche durante l’ infanzia e si manifesta in circa il 35% delle persone in trattamento chemioterapico. Va tenuto presente che in una pelle la cui skin barrier è compromessa anche il microbiota cutaneo perde il proprio equilibrio facilitando le infezioni. In caso di possibile xerosi vanno utilizzati detergenti delicati, meglio oli detergenti. I tensioattivi anionici primari devono essere totalmente assenti e vanno utilizzate emulsioni nutrienti ma non unguenti filmogeni perché potrebbero favorire la proliferazione microbica. Due buoni ingredienti in una crema nutriente non occlusiva in questo caso potrebbero essere urea e niacinamide inizialmente anche in percentuali cosmetiche.
LE FISSURAZIONI solitamente sono il risultato di un apporto di nutrienti insufficiente a livello dei polpastrelli, sono molto fastidiose e dolorose.
ERITRODISESTESIA PALMOPLANTARE o EPP: Detta anche sindrome mano-piede è un importante effetto cutaneo indesiderato in particolare legato all’ uso di alcuni farmaci come la capecitabina. È caratterizzato da iniziale formicolio delle piante delle mani e dei piedi che in pochi giorni può arrivare a intorpidimento, dolore, eritema, gonfiore. E’ una sindrome che in realtà non è stata ancora del tutto caratterizzata ed il riconoscimento precoce è importante per evitare di arrivare a stadi di tossicità che possono portare a situazioni debilitanti.
Il National Cancer Institute classifica questa sindrome in tre livelli di gravità mentre l’ OMS in 4 livelli. L’ obbiettivo deve essere quello di evitare il più possibile questo disturbo monitorando precocemente la prima comparsa dei sintomi per non fare aggravare la situazione arrivando ai livelli più alti.
Consigli di utilità: Utilizzare creme emollienti insistendo sulle pieghe palmo-plantari ma evitando lo sfregamento. Utilizzare scarpe comode. In casi particolarmente dolorosi possono essere utilizzate borse di ghiaccio.
ALTERAZIONI UNGUEALI: I cambiamenti delle unghie sono lenti a manifestarsi, solitamente iniziano da 4 a 8 settimane e interessano particolarmente i pazienti trattati con anti-EGFR una paronichia di natura non infettiva ma che può facilmente infettarsi ed inoltre possono manifestarsi alterazioni della crescita della forma e del colore delle unghie.
Fare molta attenzione alla pulizia, tagliare le unghie utilizzando prodotti sempre disinfettati ed evitare di tagliare le cuticole per quel periodo magari ammorbidendoli semplicemente con olio tipo mandorle dolci.
RIMEDI NATURALI PER IL PRURITO
Considerare che i prodotti naturali sono anche quelli che con più facilità possono dare ipersensibilità e per una pelle già sensibilizzata può essere rischioso. Chiaramente va sempre considerata la situazione individuale e di quel dato momento specifico particolare. L’ avena è in grado di ridurre l’ infiammazione e il prurito. L’avena colloidale stimola l’ espressione genica di differenziazione epidermica regolando il contenuto lipidico e regolazione del PH cutaneo. E’ un rimedio naturale molto duttile perché può essere utilizzato in forma di farina, estratto colloidale, latte e semi in decotto.
Anche l’ angelica sinensis è un rimedio popolare utilizzato per la pelle che la ricerca scientifica ultimamente ha confermato. L’ effetto è dovuto alla riduzione dei livelli cutanei delle citochine IL-4, IL-6, TNF-α, e IFN-y oltre che l’ espressione dei fattori NF-kB ed altri.
Tutte le informazioni contenute in questo blog non vogliono e non possono sostituire la valutazione diretta del medico di riferimento e devono essere considerati come informazioni di carattere generale.

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