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lunedì 27 aprile 2026

EFFETTI INDESIDERATI A LIVELLO CUTANEO

Si tratta di problemi frequenti, fastidiosi con una significativa variabilità delle manifestazioni sintomatiche che caratterizzano alcune chemioterapie classiche oltre che le più recenti target therapy come gli anti-EGFR che possono essere causa di problemi cutanei dal 45 al 85% dei pazienti. PROPRIO SULLE TERAPIE CON ANTI-EGFR è stato fatto uno studio che evidenzia come pazienti che avevano eseguito un trattamento preventivo per evitare effetti indesiderati a livello cutaneo in realtà avevano avuto un’incidenza significativamente più bassa di rash acneiformi e minore necessità di ricorrere ad un consulto dermatologico rispetto a coloro che non avevano fatto nessun trattamento preventivo. Inoltre, alcuni di questi ultimi pazienti hanno dovuto correggere il dosaggio o sospendere la terapia anti-EGFR mentre chi aveva fatto un trattamento per prevenire gli effetti cutanei indesiderati non riduceva l’efficacia della terapia.
I risultati di questo studio quindi confermano che un approccio preventivo è possibile ed efficace nel ridurre la comparsa di tossicità cutanea senza intaccare l’efficacia della terapia antineoplastica sistemica. GLI EFFETTI CUTANEI INDESIDERATI PIU’ FREQUENTI SONO: 1) Rash cutanei/follicoliti/reazioni acneiformi. 2) Xerosi 3) Fissurazioni 4) Reazioni mano/piedi (eritrodisestesia palmoplantare) 5) Paranochia e danni ungueali Tralasciando solo per questione di tempo, almeno in questo post, alopecia, tricomegalia, irsutismo e discromie varie. I RASH CUTANEI si manifestano con una frequenza che va dal 45 al 85% ed hanno uno schema cronologico tipico raggiungendo il picco di gravità solitamente entro le prime due settimane. In questi casi oltre al fastidio cutaneo che in rari casi può raggiungere livelli problematici gioca un ruolo anche il fattore psicologico perché spesso a livello del volto si instaurano eruzioni antiestetiche che possono portare addirittura la persona ad evitare lo specchio. Anche se la sintomatologia è quella dell’ infiammazione e alterazione della secrezione sebacea alcuni studi suggeriscono di non utilizzare prodotti per l’ acne perché diversi di questi prodotti possono risultare aggressivi e seccare troppo la cute causando irritazione e bruciore senza reale utilità nel trattamento della follicolite. Utile in alcuni casi un approccio di tipo magistrale ad esempio con pomata solfosalicilica, in ogni caso vi sia la necessità di utilizzare farmaci anche topici va fatto sempre con l'accordo del medico di riferimento. La detersione deve essere più delicata possibile, acqua tiepida mai troppo calda o troppo fredda. Non utilizzare nulla che debba sfregare con la pelle, utilizzare asciugamani in lino o cotone asciugando a toccatura. Evitare acque micellari, dischetti di cotone, salviettine struccanti e tutto quello che sfrega sulla pelle. Per rimuovere il trucco utilizzare solo struccanti per pelli sensibili massaggiando delicatamente con le dita quindi risciacquando con acqua tiepida e asciugando come già su indicato. Il make-up è consentito ma in condizioni di estrema attenzione alla igiene con prodotti nuovi e spugne e pennelli puliti secondo indicazioni precise. Per gli uomini radersi frequentemente con rasoi sempre nuovi, alcuni suggeriscono di evitare i rasoi elettrici altri li consigliano certo quello che bisogna evitare sono i dopobarba alcolici mentre vanno usate creme lenitive molto fluide che si assorbono facilmente. LA XEROSI è praticamente una condizione severa di pelle secca cioè quando il livello di acqua dell’ epidermide, lo strato più esterno, scende sotto il 10%. La secchezza cutanea può diventare talmente forte da rendersi evidente anche a livello visivo con opacità, ruvidezza ed esfoliazione. I pazienti più esposti a questo problema cutaneo sono coloro con storia di dermatiti atopiche durante l’ infanzia e si manifesta in circa il 35% delle persone in trattamento chemioterapico. Va tenuto presente che in una pelle la cui skin barrier è compromessa anche il microbiota cutaneo perde il proprio equilibrio facilitando le infezioni. In caso di possibile xerosi vanno utilizzati detergenti delicati, meglio oli detergenti. I tensioattivi anionici primari devono essere totalmente assenti e vanno utilizzate emulsioni nutrienti ma non unguenti filmogeni perché potrebbero favorire la proliferazione microbica. Due buoni ingredienti in una crema nutriente non occlusiva in questo caso potrebbero essere urea e niacinamide inizialmente anche in percentuali cosmetiche. LE FISSURAZIONI solitamente sono il risultato di un apporto di nutrienti insufficiente a livello dei polpastrelli, sono molto fastidiose e dolorose. ERITRODISESTESIA PALMOPLANTARE o EPP: Detta anche sindrome mano-piede è un importante effetto cutaneo indesiderato in particolare legato all’ uso di alcuni farmaci come la capecitabina. È caratterizzato da iniziale formicolio delle piante delle mani e dei piedi che in pochi giorni può arrivare a intorpidimento, dolore, eritema, gonfiore. E’ una sindrome che in realtà non è stata ancora del tutto caratterizzata ed il riconoscimento precoce è importante per evitare di arrivare a stadi di tossicità che possono portare a situazioni debilitanti. Il National Cancer Institute classifica questa sindrome in tre livelli di gravità mentre l’ OMS in 4 livelli. L’ obbiettivo deve essere quello di evitare il più possibile questo disturbo monitorando precocemente la prima comparsa dei sintomi per non fare aggravare la situazione arrivando ai livelli più alti. Consigli di utilità: Utilizzare creme emollienti insistendo sulle pieghe palmo-plantari ma evitando lo sfregamento. Utilizzare scarpe comode. In casi particolarmente dolorosi possono essere utilizzate borse di ghiaccio. ALTERAZIONI UNGUEALI: I cambiamenti delle unghie sono lenti a manifestarsi, solitamente iniziano da 4 a 8 settimane e interessano particolarmente i pazienti trattati con anti-EGFR una paronichia di natura non infettiva ma che può facilmente infettarsi ed inoltre possono manifestarsi alterazioni della crescita della forma e del colore delle unghie. Fare molta attenzione alla pulizia, tagliare le unghie utilizzando prodotti sempre disinfettati ed evitare di tagliare le cuticole per quel periodo magari ammorbidendoli semplicemente con olio tipo mandorle dolci. RIMEDI NATURALI PER IL PRURITO Considerare che i prodotti naturali sono anche quelli che con più facilità possono dare ipersensibilità e per una pelle già sensibilizzata può essere rischioso. Chiaramente va sempre considerata la situazione individuale e di quel dato momento specifico particolare. L’ avena è in grado di ridurre l’ infiammazione e il prurito. L’avena colloidale stimola l’ espressione genica di differenziazione epidermica regolando il contenuto lipidico e regolazione del PH cutaneo. E’ un rimedio naturale molto duttile perché può essere utilizzato in forma di farina, estratto colloidale, latte e semi in decotto. Anche l’ angelica sinensis è un rimedio popolare utilizzato per la pelle che la ricerca scientifica ultimamente ha confermato. L’ effetto è dovuto alla riduzione dei livelli cutanei delle citochine IL-4, IL-6, TNF-α, e IFN-y oltre che l’ espressione dei fattori NF-kB ed altri.

Tutte le informazioni contenute in questo blog non vogliono e non possono sostituire la valutazione diretta del medico di riferimento e devono essere considerati come informazioni di carattere generale.

MUCOSITI E BENESSERE DEL MALATO ONCOLOGICO

Tra i comuni effetti indesiderati di alcune terapie oncologiche come la radioterapia e chemioterapia certamente da considerare le mucositi, infiammazione delle mucose che generalmente iniziano come afte del cavo orale e piccole ulcere che tosto possono diffondersi nell'esofago e tutto il tubo digerente. I problemi sono prima di tutto il malessere, il pericolo di sovra infezioni e soprattutto la difficolta dei paziente ad alimentarsi.
Studi su persone affetti da tumori di testa e collo indicano un tasso di prevalenza di mucositi orali da 80 al 100%dei pazienti sottoposti a radioterapia e 20-40% quelli che fanno chemioterapia.
Esiste una scala di gravità che classifica le mucositi fino a livello IV cioè da nessun sintomo alla impossibilità di alimentazione. La patogenesi della mucosite orale è complessa e sono coinvolti una successione di eventi e regolazioni biomolecolari che risulterebbe tedioso trattare in questo semplice post. Utile sapere cosa fare per prevenirle o quantomeno abbassare il loro indice di gravità soprattutto per permettere una adeguata alimentazione del paziente durante la fase di terapia dato che lo stato nutrizionale del paziente è fondamentale non solo per il benessere ma per la possibilità di poter proseguire le stesse terapie.
Dalla letteratura che si occupa di benessere del paziente oncologico emergono una serie di possibili interventi che potrebbero essere concordati multidisciplarmente tra radioterapista, oncologo e chi si occupa di benessere del paziente oncologico in una visione più generale.
Innanzitutto una buona igiene orale. La clorexidina ad oggi non ha dimostrato efficacia mentre sono consigliabili spazzolini morbidi con setole ultra soft e follow-up odontoiatrico per la durata della terapia.
Il gel di aloe ha dato risultati contrastanti nel trattamento meglio utilizzarlo nella prevenzione perché i polisaccaridi contenuti in questo gel possono formare uno strato protettivo delicato che stimola la riepitelizzazione e conservazione dell’ omeostasi. l’ aloe va utilizzato solo localmente per sciacqui, gargarismi o toccature. Si possono utilizzare miscele di aloe con altri estratti come camomilla e liquirizia. Importante che queste miscele vengono consigliate da medici e farmacisti esperti del settore perché ci sono diversi tipologie di estratti e diverse modalità di preparazione.
In collutori astringenti possibilmente preparati ad hoc può essere utilizzata la ratania.
Tra tutti i rimedi naturali quello che trovo più interessante è il miele. Negli ultimi anni sono apparsi in letteratura studi scientifici che dimostrato come l’ applicazione locale di polvere di liquirizia miscelata con miele applicata nella cavità orale prima della radioterapia ne riduce la mucosite indotta. In particolare il miele come miscela di proteine, zuccheri e secrezioni ghiandolari delle api ha un impatto importante sulla proliferazione dei linfociti B e dei linfociti T e sull’ attivazione dei macrofagi. Ha la capacità di ridurre l’ infiammazione e ritardare il processo che porta alla mucosite e riduce i tempi di guarigione per mucositi di grado II e III.
Alcune forme di vitamina E ( gamma e delta-tocoferoli e gamma-tocotrienoli ) riducono l' interleuchina-6 ed inibiscono la produzione di fattori infiammatori in ultima analisi sopprimendo il segnale di iniziazione NF-k β considerato uno dei principali fattori nella patogenesi della mucosite.
Interessante anche uno studio che ha evidenziato come la carenza di vitamine E, D, B9, e B12 sia associato ad una più alta incidenza di mucosite. Altra sostanza sottoposta a studi dimostrando la sua utilità è la glutammina ma alcuni oncologi potrebbero trovare controverso il suo utilizzo mentre lo zinco è stato inserito in alcune linee guida per la gestione delle mucositi orali da terapie antitumorali.
L’ integrazione con zinco infatti è correlato alla diminuzione dell’ infiammazione e parallelamente contribuisce alla riduzione dei marker dello stress ossidativo con conseguente miglioramento della qualità di vita dei pazienti con mucosite orale ed una attenuazione nell' avanzamento delle fasi.
Nei casi di dolore si possono fare dei collutori con benzidamina e anestetici locali come la lidocaina o ancora utilizzare degli antidolorifici ma l’ obbiettivo dovrebbe essere sempre quello di minimizzare il più possibile il problema della mucosite.
Come già detto è assolutamente sconsigliato fare eventuali miscele anche se di origine naturale senza prima averne valutato con un professionista esperto e con il medico di riferimento.

Tutte le informazioni contenute in questo blog non vogliono e non possono sostituire la valutazione diretta del medico di riferimento e devono essere considerati come informazioni di carattere generale.

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