Tra i comuni effetti indesiderati di alcune terapie oncologiche come la radioterapia e chemioterapia certamente da considerare le mucositi, infiammazione delle mucose che generalmente iniziano come afte del cavo orale e piccole ulcere che tosto possono diffondersi nell'esofago e tutto il tubo digerente. I problemi sono prima di tutto il malessere, il pericolo di sovra infezioni e soprattutto la difficolta dei paziente ad alimentarsi.
Studi su persone affetti da tumori di testa e collo indicano un tasso di prevalenza di mucositi orali da 80 al 100%dei pazienti sottoposti a radioterapia e 20-40% quelli che fanno chemioterapia.
Esiste una scala di gravità che classifica le mucositi fino a livello IV cioè da nessun sintomo alla impossibilità di alimentazione. La patogenesi della mucosite orale è complessa e sono coinvolti una successione di eventi e regolazioni biomolecolari che risulterebbe tedioso trattare in questo semplice post. Utile sapere cosa fare per prevenirle o quantomeno abbassare il loro indice di gravità soprattutto per permettere una adeguata alimentazione del paziente durante la fase di terapia dato che lo stato nutrizionale del paziente è fondamentale non solo per il benessere ma per la possibilità di poter proseguire le stesse terapie.
Dalla letteratura che si occupa di benessere del paziente oncologico emergono una serie di possibili interventi che potrebbero essere concordati multidisciplarmente tra radioterapista, oncologo e chi si occupa di benessere del paziente oncologico in una visione più generale.
Innanzitutto una buona igiene orale. La clorexidina ad oggi non ha dimostrato efficacia mentre sono consigliabili spazzolini morbidi con setole ultra soft e follow-up odontoiatrico per la durata della terapia.
Il gel di aloe ha dato risultati contrastanti nel trattamento meglio utilizzarlo nella prevenzione perché i polisaccaridi contenuti in questo gel possono formare uno strato protettivo delicato che stimola la riepitelizzazione e conservazione dell’ omeostasi. l’ aloe va utilizzato solo localmente per sciacqui, gargarismi o toccature. Si possono utilizzare miscele di aloe con altri estratti come camomilla e liquirizia. Importante che queste miscele vengono consigliate da medici e farmacisti esperti del settore perché ci sono diversi tipologie di estratti e diverse modalità di preparazione.
In collutori astringenti possibilmente preparati ad hoc può essere utilizzata la ratania.
Tra tutti i rimedi naturali quello che trovo più interessante è il miele. Negli ultimi anni sono apparsi in letteratura studi scientifici che dimostrato come l’ applicazione locale di polvere di liquirizia miscelata con miele applicata nella cavità orale prima della radioterapia ne riduce la mucosite indotta. In particolare il miele come miscela di proteine, zuccheri e secrezioni ghiandolari delle api ha un impatto importante sulla proliferazione dei linfociti B e dei linfociti T e sull’ attivazione dei macrofagi. Ha la capacità di ridurre l’ infiammazione e ritardare il processo che porta alla mucosite e riduce i tempi di guarigione per mucositi di grado II e III.
Alcune forme di vitamina E ( gamma e delta-tocoferoli e gamma-tocotrienoli ) riducono l' interleuchina-6 ed inibiscono la produzione di fattori infiammatori in ultima analisi sopprimendo il segnale di iniziazione NF-k β considerato uno dei principali fattori nella patogenesi della mucosite.
Interessante anche uno studio che ha evidenziato come la carenza di vitamine E, D, B9, e B12 sia associato ad una più alta incidenza di mucosite. Altra sostanza sottoposta a studi dimostrando la sua utilità è la glutammina ma alcuni oncologi potrebbero trovare controverso il suo utilizzo mentre lo zinco è stato inserito in alcune linee guida per la gestione delle mucositi orali da terapie antitumorali.
L’ integrazione con zinco infatti è correlato alla diminuzione dell’ infiammazione e parallelamente contribuisce alla riduzione dei marker dello stress ossidativo con conseguente miglioramento della qualità di vita dei pazienti con mucosite orale ed una attenuazione nell' avanzamento delle fasi.
Nei casi di dolore si possono fare dei collutori con benzidamina e anestetici locali come la lidocaina o ancora utilizzare degli antidolorifici ma l’ obbiettivo dovrebbe essere sempre quello di minimizzare il più possibile il problema della mucosite.
Come già detto è assolutamente sconsigliato fare eventuali miscele anche se di origine naturale senza prima averne valutato con un professionista esperto e con il medico di riferimento.
Tutte le informazioni contenute in questo blog non vogliono e non possono sostituire la valutazione diretta del medico di riferimento e devono essere considerati come informazioni di carattere generale.

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